C’è chi dice no.

Postato: aprile 17th, 2011 | Autore: admin | Categoria: Civitella San Paolo, Featured, Headline, Ipse Dixit, Politica | Tags: | 1 Commento »

Sono state presentate le liste per le prossime elezioni comunali del 15 e 16 maggio.

Ricordiamo ai più distratti e a quelli che ci leggono ma che non frequentano spesso (o frequentano da poco) il paese che il rinnovo del nostro consiglio comunale sarebbe dovuto avvenire solo nel 2014. Si vota in anticipo perché l’ex sindaco di centrodestra, Malatesta, si è dimesso a seguito della sfiducia dei propri consiglieri.

Cerchiamo di passare in rassegna le esperienze politiche dei tre candidati a sindaco.

Cappetta Alessandro. Amministra il paese da 12 anni e negli ultimi due di Civitella ne è stato il vicesindaco (oltre ad aver ricoperto nei due lustri precedenti l’incarico di assessore, nell’oblio generale di molti e con somma gratitudine dei pochi soliti noti). In consiglio comunale è riuscito più volte a votare l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti anche quando, in quelle sedute, risultava assente. Nel proprio slogan elettorale inneggia alla continuità amministrativa (sic!)…votandolo i civitellesi continueranno a vedere rilasciate altre concessioni edilizie, continueranno a vedere il bosco intorno al paese sempre più rado e continueranno a vedere le cave diventare sempre più grandi e le cantine del centro storico trasformarsi continuamente in appartamentini a 300 euro mese per immigrati più o meno regolari!

Spacagno Maurizio. E’ stato consigliere e assessore permanente negli ultimi 12 anni arrivando a detenere un assai poco invidiabile record: senza mai aprire bocca nelle giunte Stefani e Malatesta è riuscito a ingoiare di tutto (lottizzazione in loc. Testaccio, concessioni pazze, bilanci a pezzi). Oggi si candida dissociandosi di fatto dai vecchi compagni di viaggio. Votandolo (esclusivamente nell’ottica del panem et circenses) avremo forse un mese ininterrotto di feste medievali ma nemmeno un parcheggio più, nemmeno una scuola decente , nemmeno una biblioteca.

Lorenzo Palmucci (last but not least). Persona seria e onesta che di serietà e di onestà nell’amministrazione della cosa pubblica ha dato prova come vicesindaco nell’ultima amministrazione di centrosinistra (1995-1999). Allora che i berluschini nostrani erano all’opposizione in consiglio comunale non si discuteva di lottizzazioni che quadruplicavano gli indici di cubatura con somma gioia dei vari compari e/o amici degli amici. Piuttosto allora ci si preoccupava di recuperare il centro storico, la chiesa e la piazza, realizzare il parcheggio e il campo di calcetto. Tutte opere pubbliche che Lorenzo Palmucci come amministratore ha seguito e realizzato (da allora le opere pubbliche hanno lasciato il posto alle opere ad personam). Palmucci per questo può certamente rappresentare per Civitella un modo di concepire l’amministrazione della cosa pubblica diametralmente opposto a quello cui abbiamo assistito negli ultimi 12 anni (con Cappetta e Spacagno).

Insomma pare proprio che i civitellesi questa volta debbano fare una scelta facile.

Quante volte abbiamo sentito dire, condiviso e detto a nostra volta che alle elezioni il cittadino dovrebbe valutare le cose fatte dai vari candidati per confermargli eventualmente fiducia?

In quest’ottica la scelta il 15 e 16 maggio prossimi è tra chi ha detto di si a tutte le porcate fatte alle spalle della nostra collettività negli ultimi 12 anni  e tra chi invece ha detto sempre di no a quelle decisioni… quanto meno discutibili (diciamo così).

La differenza è tutta qua: c’è chi dice di no.


Lemmerde.

Postato: marzo 28th, 2011 | Autore: admin | Categoria: Ipse Dixit, Politica | Tags: , , | Nessun commento »

Peggio degli imprenditori che ridevano subito dopo la tragedia del terremoto che colpì l’Aquila il 6 aprile 2009, c’è solo questa signora che in cambio di 300 euro ha incensato Berlusconi e Bertolaso per l’eccellente (e invisibile) lavoro di ricostruzione del capoluogo abruzzese.

Al peggio speriamo ci sia prima o poi fine.


Frattini dry!

Postato: febbraio 22nd, 2011 | Autore: admin | Categoria: Featured, Headline, Politica | Nessun commento »

Dopo aver trionfalmente celebrato lo “storico” trattato di amicizia tra l’Italia e la Libia che impegna il governo italiano per i prossimi 25 anni a reperire 200 milioni di dollari l’anno a riparazione del periodo coloniale, dopo aver ascoltato in religioso silenzio le minacce del colonnello libico che appena un anno fa tuonava a Roma: “Senza soldi non
fermaremo i flussi di immigrati”, dopo aver visto 500 hostess sfilare alla corte del sultano (di Tripoli stavolta) e  sorbirsi la lectio coranica del dittatore, dopo aver assistito negli ultimi giorni al massacro di almeno mille civili libici compiuto dall’esercito fedele a Gheddafi, uno magari si aspettava una presa di posizione immediata e di netta condanna dal governo italiano per bocca magari del suo ministro degli esteri.

Lo stesso governo e lo stesso ministro così veloci a pregare un secondo dopo l’arresto dei volontari di Emergency in Afghanistan “che non ci sia nessun italiano che abbia direttamente o indirettamente compiuto atti di questo genere perché sarebbe una vergogna per Italia”.

Del resto che vi aspettavate da uno così?


Lo stato…

Postato: febbraio 8th, 2011 | Autore: admin | Categoria: Featured, Headline, Ipse Dixit, Politica | Tags: , , , | Nessun commento »

Esce il 12 febbraio 2011 in edicola col fatto quotidiano il docufilm 19 luglio 1992 – Una strage di Stato sulla trattativa tra Stato e Mafia che ha portato all’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte.

Una tesi, incredibile ma quantomeno verosimile, che tra le altre cose ruota attorno alla figura meno nota di Luigi Ilardo uomo d’onore ucciso nel 1996 in quanto collaboratore dei carabinieri del Colonnello Riccio.

Lo stato…


Se telefonando…

Postato: febbraio 7th, 2011 | Autore: admin | Categoria: Featured, Headline, Ipse Dixit, Politica | Tags: , , | Nessun commento »

Ormai Belusconi somiglia ogni giorno di più a Bin Laden. Sfugge a un qualsiasi confronto faccia a faccia con giornalisti o politici dell’opposizione preferendo audio-video messaggi che raiset trasmette prona ai voleri del sultano.

E così succede che il presidente dal 2001 a oggi ci ha deliziato con oltre 10 mila minuti di soliloqui…

È il campione indiscusso della parola. Almeno di quella televisiva. Silvio Berlusconi invade il piccolo schermo, lo intasa di messaggi, telefonate e comizi.
Un dato su tutti: negli ultimi dieci anni il Cavaliere ha parlato direttamente agli italiani per più di una settimana.
Sommando i passaggi televisivi dei sei leader della sinistra che si sono succeduti dal 2001 ad oggi si arriva appena a un terzo della settimana berlusconiana. E più è in difficoltà, più la sua immagine domina i telegiornali: lo scorso gennaio, ad esempio, la presenza televisiva di Berlusconi è raddoppiata, raggiungendo il tempo record di 160 minuti. Tutti spesi a ribattere, senza contraddittorio, al Rubygate. Cavalca il populismo, e gran parte dei tg si accodano: nel nuovo millennio – nonostante gli sconvolgimenti dello scacchiere geopolitico – è stato dimezzato lo spazio per gli esteri a beneficio della cronaca, utile a instillare paure o desideri nell’elettorato.
Unite tra loro da un filo invisibile, nell’ultimo decennio le parole pronunciate da Berlusconi nei telegiornali Rai e Mediaset formano un monologo di 10.260 minuti. Una settimana abbondante di servizi e interventi (i dati sono stati assemblati da Vidierre, leader europeo nell’analisi e nel monitoraggio sui media). Quasi il triplo di quanto raccolto complessivamente dai capi del centrosinistra che si sono avvicendati dal 2001 al 2010: Rutelli, Fassino, Prodi, Veltroni, Franceschini e Bersani, tutti insieme, hanno parlato “solo” per 3.688 minuti. Due miseri giorni e mezzo. Berlusconi (che nel 2010 ha stracciato Bersani 1.386 minuti a 460) ha parlato il triplo dei presidenti della Repubblica: Ciampi e Napolitano, insieme, in 10 anni si sono espressi in televisione per 3.414 minuti. Stracciato dieci a uno Gianfranco Fini: dal 2004 le sue parole sono arrivate alle orecchie degli elettori per 1.530 minuti. Con un dato medio che la dice lunga: nel 2010 – anno dello strappo con Berlusconi – la sua presenza televisiva è calata. A rigor di logica, vista la sua centralità per la scena politica, sarebbe dovuta aumentare.
Chi invece riesce a battere se stesso è, manco a dirlo, Silvio Berlusconi.
Il gennaio 2011 è stato il mese dei record. In gran difficoltà per lo scandalo minorenni, le accuse di concussione e prostituzione, il premier si è tenuto alla larga da conferenze stampa e domande scomode. In compenso ha invaso le case degli italiani. Nel mese del Rubygate tra interventi e videomessaggi il premier ha parlato nei tg per 160 minuti e 12 secondi. Un maratoneta dell’oratoria. La sua media mensile fino al dicembre 2010 era di 85 minuti. Quasi la metà.
Primo da premier, primo da capo dell’opposizione. Illuminante il 2006: a Palazzo Chigi Berlusconi si è alternato con Prodi. Il Cavaliere ha “teleparlato” 837 minuti. Il Professore, che ha guidato il governo per più mesi di Berlusconi, ha raccolto 764 minuti.
Cambia la politica e cambiano i telegiornali. Nel 2001, ad esempio, gli esteri occupavano il 32% dello spazio del Tg1. Nel 2010 la quota è scesa al 14%. Di contro la cronaca è raddoppiata (dal 12 al 25%). E se la cronaca tocca più da vicino speranze e timori degli spettatori-elettori, ci sono poi i servizi di intrattenimento, quelli di pura distrazione. Risulta allora che nel 2010 i telegiornali Rai e Mediaset hanno dedicato ad arte, musica, storia, letteratura, cinema e tv quasi 15.000 minuti, pari al 10% dello spazio informativo. Dieci anni fa i servizi “leggeri” beneficiavano di 5.238 minuti. Con differenze vistose: se il Tg1 preferisce bellezza e fitness, il Tg3 guarda a lavoro e ambiente, mentre Studio aperto ama la cronaca nera e la moda. C’è poi la “personalizzazione” della politica nel decennio berlusconiano: se a inizio millennio le istituzioni nei tg avevano più spazio rispetto ai partiti, nel 2010 il rapporto si è capovolto.

(da Repubblica del 7/2/2011)