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It’s the economy, stupid!

21 novembre 2009 Un commento

Deve essere proprio vero che gli interessi delle compagnie petrolifere coincidono esattamente con i miei, costretto una volta a settimana a fare il pieno di benzina.

C’è un qualche motivo che ancora non riesco a focalizzare (colpa mia, lo so),  qualcosa di così evidente da non poter essere che compreso e automaticamento accettato… una specie di dogma.

Si forse è un dogma: un modello di sviluppo economico diretto da un èlite (privati cittadini, società di privati cittadini, gruppi di società di privati cittadini) i cui interessi, quindi profitti, garantiscono a tutti, stavolta pure a me, benessere e progresso. E’ un pò come giocare una partita dove la tua squadra fa solo un gol e ne subisce due ma… a fine partita a esultare sei tu (chiaro Trap?)!

Un dogma certo, se considero il fatto che oltretutto questi imprenditori non investono esattamente il proprio denaro. Ce ne sono alcuni che acquistano multinazionali in America e poi chiedono soldi anche a me (a me?!), altri fanno profitti con beni e infrastrutture costruiti da tutti gli italiani, ci sono good company e bad company, ci sono le…nostre privatizzazioni tutte all’amatriciana.

Ogni privatizzazione effettuata in Italia (IRI, Telecom, Ferrovie dello Stato, Enel, Alitalia) è stata concepita con l’obiettivo irrealizzabile di quadrare il cerchio: ridurre gli sprechi quindi i costi quindi il denaro pubblico sperperato vergognosamente, e migliorare la qualità del servizio. Eterogenesi dei fini? Nient’affatto: le bollette di telefono luce e gas non sono aumentate e la mia linea ADSL funziona regolarmente,  i costi delle autostrade, degli abbonamenti e dei biglietti di bus, metrò, treni e aerei sono economici e la sera il treno che collega Fiumicino Aeroporto a Fara Sabina non arriva mai con 20 minuti di ritardo e simile a un carro bestiame.

Qualcosa mi sfugge di sicuro se iniziamo col dare alle banche i nostri TFR, le banche investono questi soldi in operazioni finanziarie a volte spericolate e a volte senza senso, le operazioni finanziarie vengono rivendute ai piccoli risparmiatori (in gran parte gli stessi proprietari dei TFR iniziali), e i piccoli risparmiatori di fronte alla crisi generale, quando tutte le borse del mondo sono fallite, si tassano per finanziarie di nuovo le banche, alimentando un sistema che perpetua all’infinito le sue distorsioni.

In Italia, a 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino, siamo arrivati alla privatizzazione dell’acqua (e prepariamoci  a quella dell’aria). La privatizziamo perché lo stato spenderà meno (come potrebbe essere altrimenti?) e offrirà a tutti i cittadini un servizio migliore, senza nessun aumento (se non ci credete, arrangiatevi!).

Ma come pretenderanno di guadagnare le aziende private che faranno a gara per acquisire il diritto di gestire l’approvvigionamento idrico di una nazione?

C’è qualcosa che mi sfugge…

Un Commento »

  • Alternativa[mente] - Civitella San Paolo - Controinformazione ha detto:

    [...] di colore rosa che ci chiede se vogliamo che la gestione del servizio idrico nazionale debba essere pubblica o privata. Vota SI per la gestione pubblica e impedire che la prossima volta privatizzino [...]

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