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Gli ingrati.

16 novembre 2009 Un commento

Roberto SavianoCi hanno provato in tutti i modi possibili e immaginabili. Con una serie di leggi e leggine, con il lodo Schifani, con quello Alfano…eppure non sono ancora riusciti a rendere ingiudicabile dalla magistratura il loro padrone (supersilvio).

Ci riprovano adesso con un disegno di legge per fissare in 2 anni massimo la durata dei processi. Nell’interesse dei cittadini che non possono attendere indefinitamente una sentenza,  in difesa della Costituzione, in armonia con la Convenzione Europea.

Eppure sembrano ancora (r)esistere degli italiani, non solo i soliti comunisti, che stranamente non apprezzano i ripetuti sforzi di questa maggioranza per risolvere i veri problemi del nostro Paese.

Queste persone, ingrate, non capiscono perché per rendere ingiudicabile supersilvio si debba prescrivere la metà dei processi in corso tra cui quelli che vedono imputati per omicidio volontario i manager Thyssenkrupp, quelli riguardanti i crack finanziari di Parmalat e Cirio, quelli che coinvolgono Bassolino e Mastella per abuso d’ufficio. 

L’Anm, il Partito Democratico, l’UDC e persino importanti esponenti della PdL chiedono che questo scandaloso disegno di legge, l’ennesima porcheria, venga ritirato per procedere a una riforma costituzionale e garantire (finalmente) l’immunità del premier (salvandolo da una più che probabile condanna per la corruzione dell’avvocato David Mills). 

Roberto Saviano, last but not least, pubblica il seguente appello su Repubblica.

Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Per firmare l’appello, clicca qui.

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