The power of love.
Ricordate anche voi come, all’inizio dell’anno, si dibatteva a destra e a manca delle ragioni di questa crisi finanziaria e il solito immancabile professionista dell’ottimismo, dagli schermi della tv, cercava di convincerci che per l’Italia la crisi poteva rappresentare addirittura un’opportunità?
Si argomentava che per noi italiani, cioè per il popolo che non ha saputo minimamente cogliere come opportunità neanche il passaggio storico dalla Prima alla Seconda Repubblica (facendo della seconda una brutta copia della prima), la crisi avrebbe potuto essere il momento giusto per le Riforme Strutturali (con le maiuscole). Avremmo finalmente potuto consegnare alle fantomatiche ‘future generazioni’ non solo un debito pubblico del 120% ma anche un Paese migliore e moderno.
Le Riforme Strutturali sono come gli UFO (o lo sviluppo del Mezzogiorno del nostro Paese): tutti ne parlano da decenni, nessuno le ha mai viste. Riformare il mercato del lavoro, lo stato sociale, la scuola, le istituzioni sono solo degli slogan che da noi, alla vigilia di qualsiasi tornata elettorale, vengono inserite nei programmi di governo di ogni formazione politica. Finisce sempre però che di volta in volta, di compromesso in compromesso, questi impegni concreti partoriscono mostri peggiori di quelli da cui si era partiti.
Anche per il governo in carica, forte di una schiacciante maggioranza come non se ne vedevano da quando i treni arrivavano in orario, i risultati sin qui ottenuti sono stati altalenanti e, visti gli ultimi avvenimenti di cronaca politica, insoddisfacenti. Supersilvio chiamato ancora ad affrontare i problemi strutturali del nostro Paese e la crisi economica ha preferito come al solito concentrarsi su altre priorità (le sue). E i nodi oggi, per la banda del buco di Palazzo Grazioli (doppi sensi a parte), cominciano a venire al pettine.
Risultati negativi per Tremonti e i suoi omonimi bond che sono stati usati dalle banche più nelle toilet delle varie filiali che per sostenere l’accesso al credito delle PMI. Risultati negativi per Alfano e il suo Lodo, bocciati dalla Consulta della Corte Costituzionale. Polemiche a non finire per lo scudo fiscale, terzo condono in meno di nove anni a favore dei soliti noti.
Supersilvio però vuole ancora dimostrare di che pasta è fatto ed è pronto a rilanciare l’azione di governo proseguendo in questo suo riformismo radicale (lui i problemi degli italiani è abituato ad affrontarli e risolverli, a cominciare dai suoi).
Prepariamoci alla riforma per l’elezione diretta del capo del governo, alla reintroduzione dell’immunità parlamentare e magari all’ulteriore riduzione dei tempi di prescrizione per i reati. Non si tratta di leggi ad personam perchè, come ampiamente dimostrato in quanto non dimostrabile, ne potranno beneficiare tutti, anche il più povero dei cittadini italiani quando un giorno si ritroverà nella stessa situazione del premier.
Del resto la maggioranza degli italiani lo ama e lui lo sa: “Oggi in Italia esiste il consenso e l’amore degli italiani verso il presidente del Consiglio dei ministri”. Non mi stupirei a questo punto se, per bilanciare questa domanda di amore proveniente dalla base con l’offerta di testosterone del vertice (secondo i rigidi principi del libero mercato), Ghedini-Ghedoni si fosse messo subito a lavoro per una nuova legge a favore delle donne italiane (quelle più belle che intelligenti): la reintroduzione dello ius prime noctis.









il Parlamento è stato sviato nella sua azione legislativa. Ha approvato una norma seguendo dettami poi smentiti dallo stesso organo che li aveva formulati.
http://www.loccidentale.it/articolo/storia+e+cronaca+di+un+lodo+abortito.0079504
Diciamo che l’azione legislativa del parlamento si concentra troppo, e da troppo tempo, su leggi certamente importanti, penso alla depenalizzazione del falso in bilancio o alle varie riformulazioni del Lodo Alfano ex Schifani ex Maccanico, ma tutte in relazione diretta con i guai giudiziari del nostro premier. La questione invece della durata biblica dei processi, che riguarda TUTTI i cittadini e che l’Europa ha imposto di risolvere entro il 2010, non è stata minimamente affrontata da questa destra che conta una maggioranza schiacciante sia alla camera che al senato (e che ha governato il Paese per 7 degli ultimi 9 anni). Adesso si parla di una legge per un’ulteriore riduzione dei tempi per la prescrizione dei reati e della reintroduzione dell’immunità parlamentare… e c’è ancora chi difende questa VERGOGNOSA gestione della cosa pubblica. Che amarezza…
Se ne parla anche nel link qua sopra.
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