Il cilicio.
C’è un filo rosso che unisce le mozioni politiche dei tre candidati alla carica di segretario del Partito Democratico: il tema della laicità. Bersani e Marino a riguardo possono sembrare più netti e precisi, ma anche Franceschini ci tiene a ribadire come la stella polare di un moderno partito riformista, che ambisce a governare il Paese, debba necessariamente essere l’imparzialità della proposta politica rispetto a precetti religiosi o a teoremi ideologici.
‘Ovunque vada, l’applauso più forte lo ricevo quando parlo di laicità‘ dice il segretario del PD in una recente intervista a L’Espresso.
Stando quindi alle dichiarazioni d’intenti e alle interviste rilasciate dal trio riformista Bersani-Franceschini-Marino, il centro sinistra, a prescindere dal risultato delle primarie del 25 ottobre, non balbetterà più su temi come il riconoscimento delle coppie di fatto, l’interruzione di gravidanza, il fine vita.
Nel PD versione 2-punto-zero le decisioni saranno prese a maggioranza, con il voto della Binetti che, contando 1 (uno) come quello degli altri, dovrà alla fine essere dello stesso segno degli altri.
Sul suo sito internet Paola Binetti, che di professione fa la deputata proprio per il PD, afferma: i grandi temi sollecitano non soltanto la nostra intelligenza ma anche la nostra coscienza. Vero. E’ un peccato però che nel caso della Binetti, teodem in quota Opus Dei, la fine della sollecitazione sancisca sempre la vittoria della sua coscienza sull’intelligenza.
Alcune perle di laico riformismo della nostra Paola? C’è l’imbarazzo della scelta: si va da l’omosessualità è una devianza della personalità, a non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay passando per sono pronta a votare con Forza Italia sulla mozione per rivedere le linee guida della legge 194. Fermi, decisi, storici i suoi distinguo sul ritiro delle pregiudiziali etiche a favore della ricerca sulle cellule staminali e sul tema del fine vita sollevato dal caso di Eluana Englaro. Storici e… puntuali: proprio nella serata di oggi infatti la coscienza di Paola Binetti ha deciso di contribuire ad affossare la legge Concia per l’introduzione dell’aggravante di omofobia per i reati contro l’incolumità personale.
Non so se è vero quello che leggo su wikipedia circa le pratiche di mortificazione corporale cui volontariamente si sottopone Paola Binetti per costringersi a riflettere sulla fatica del vivere. Penso però che, subito dopo aver capito quale grosso problema rappresenti la Binetti deputato, qualcuno dovrebbe procedere al più presto a togliere questo cilicio al Partito Democratico (e ai suoi elettori).









Il problema non è tanto la Binetti e la sua “professione di fede” ma il fatto che tu scriva a un certo punto “che di professione fa la deputata”. Questo è il problema, una persona come la Binetti, deve portare avanti le sue convinzioni, ci mancherebbe, ma “possibilmente” in un altro partito. Tutto questo si sarebbe evitato solamente con un filtro “ideologico” da porre davanti a simili candidature.
non sono daccordo con la binetti
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