721
Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale di Civitella hanno dato l’occasione alla cittadinanza di esprimere con il voto tutte quelle critiche che per 10 anni sono rimaste confinate nel chiacchiericcio da bar in Piazza San Giacomo.
Finalmente tutti i compaesani che si lamentavano della sporcizia nel centro storico, dell’illuminazione pubblica assente o in stato di abbandono, dell’impraticabilità delle strade rurali, dell’assenza o del costante degrado di elementari servizi pubblici come scuole, parcheggi, centri di aggregazione culturale hanno potuto manifestare democraticamente il loro dissenso.
A questi civitellesi incazzati, se ne sono aggiunti altri: quelli che da sempre hanno a cuore il rispetto della legalità, quelli che si sono stancati di veder deturpato il nostro territorio da colate di migliaia di metri cubi di cemento o da cave adibite a discarica di rifiuti solidi ingombranti. A tutte queste persone si sono aggiunti infine i delusi che hanno finalmente capito (dopo 10 anni di promesse non mantenute) che era giunto il momento di cambiare. Sto parlando di quelle persone che in passato hanno dato la loro fiducia al compare Alessandro Cappetta, all’affabulatore Basilio Rocco Stefani, al filosofo Francesco Malatesta, al duo nostalgico Manzo-Spacagno.
Che dire poi dei nosti compaesani che vivono nelle località periferiche, lontane dal centro storico? Incazzati forse più degli altri per il menefreghismo di amministratori incapaci di progettare/realizzare in 10 anni un acquedotto, per l’assenza di pensiline alle fermate bus, per l’immondizia non raccolta, anche loro hanno potuto esprimere con il voto la voglia di voltare pagina.
Questa massa di persone è andata a votare per il cambiamento, misurandosi numericamente con un altro gruppo di nostri concittadini. Chi sono gli altri?
Sono quelli che ancora oggi, nel 2009, aspettano passivamente la gentile concessione dell’assessore di turno, il favore: un posto di lavoro in cooperativa per 1 mese, un sostegno economico dai servizi sociali, un appuntamento per una visita ospedaliera, un permesso di costruire magari in barba alle norme e alle leggi vigenti.
Questi due gruppi di civitellesi si sono contati nelle urne: ha vinto (e bene) il secondo eleggendo con 721 voti Francesco Malatesta a sindaco di Civitella per i prossimi 5 anni.
Gli effetti collaterali della democrazia sono questi.
Consoliamoci sapendo che nella nuova giunta ci sarà chi, forte di un consenso popolare di 156 (centocinquantasei) preferenze e delle proprie capacità politiche-intellettuali-imprenditoriali, saprà sicuramente ben amministrare e rendere Civitella un paese migliore.









chi non risica non rosica…. purtroppo c’e chi vince e chi perde noi siamo i vincenti voi con le menti chiuse e accecati dall’invidia e dalle vostre incapacità siete i perdenti naturali.Nella vita ci vorrebbe l’umiltà di comprendere quando è il momento di abbandonare, spero che quest’ultima tornata elettorale vi faccia capire che la vita non è fatta di falsità di menzogne, ma di coerenza e capacità qualità a voi sconosciute.
Se ne parla anche qua.
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